Quando la bellezza torna ad appartenere alla natura
Mauritius
Tamoil ci affidò la realizzazione di due calendari fotografici alle Mauritius.
L’occasione poteva facilmente trasformarsi nell’ennesimo calendario costruito attorno alla bellezza femminile. Era una strada semplice, quasi inevitabile. Noi scegliemmo invece di percorrerne un’altra.
Per noi la bellezza non è mai stata qualcosa da esibire o sfruttare. La bellezza è semplicemente un valore. È quella di un volto come quella di un albero, di una roccia, dell’acqua o della luce.
Non esistono gerarchie.
Esistono armonie.
Arrivati sull’isola coinvolgemmo alcune giovani ballerine del luogo. Cercavamo persone capaci di muoversi con naturalezza, non modelle chiamate a occupare il paesaggio. Il loro corpo doveva diventare parte della natura, non il suo protagonista.
Le fotografie nacquero così, una dopo l’altra, lasciandoci guidare dalle rocce vulcaniche, dalle foglie di loto, dagli alberi, dal mare, dai pesci tropicali e dal cielo delle Mauritius. Ogni immagine cercava un equilibrio in cui la presenza umana sembrasse appartenere da sempre a quel luogo, come se fosse una delle infinite forme con cui la natura esprime la propria bellezza.
In fondo era proprio questo il tema del progetto: celebrare la natura attraverso tutte le sue manifestazioni, compresa quella umana.
Accanto alle immagini definitive conserviamo anche numerose fotografie di backstage. Raccontano giorni di esplorazione, incontri con gli abitanti dell’isola, tentativi, attese e improvvisazioni. Sono parte del lavoro quanto le fotografie finali, perché mostrano come ogni immagine sia nata da un dialogo con il luogo e non dalla volontà di dominarlo.
Quei due calendari rimangono ancora oggi uno dei progetti in cui la nostra idea di fotografia si è espressa con maggiore chiarezza. Una fotografia che non cerca l’effetto, ma l’appartenenza.
Perché la bellezza, quando è autentica, non ha bisogno di essere spiegata né tantomeno giustificata. Esiste. E la natura, forse più di ogni altra cosa, ci ricorda che ogni sua forma — un volto, un fiore, un animale, una nube o un mare — partecipa dello stesso mistero.